ISEE 2026: chi deve rinnovarlo, cosa serve e quando conviene farlo

L’ISEE è l’indicatore utilizzato per valutare la situazione economica di un nucleo familiare e stabilire l’accesso a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali.

Per ottenere l’ISEE è necessario presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica, chiamata anche DSU. Il documento raccoglie informazioni sulla composizione della famiglia, sui redditi e sul patrimonio mobiliare e immobiliare dei suoi componenti.

L’ISEE presentato nel 2026 è valido fino al 31 dicembre 2026, indipendentemente dal mese nel quale viene richiesto. Chi possiede un’attestazione rilasciata nel 2025 deve quindi rinnovarla per continuare a utilizzare le prestazioni collegate alla situazione economica familiare.

Vediamo chi deve rinnovare l’ISEE, quali documenti bisogna preparare e qual è la differenza tra ISEE ordinario e ISEE universitario.

Che cos’è l’ISEE?

ISEE significa Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

Non considera soltanto il reddito del richiedente, ma tiene conto complessivamente di:

  • redditi dei componenti del nucleo familiare;
  • conti correnti, depositi e altri rapporti finanziari;
  • immobili e terreni;
  • composizione della famiglia;
  • eventuale presenza di figli;
  • situazioni di disabilità o non autosufficienza;
  • caratteristiche della prestazione richiesta.

L’ISEE viene utilizzato per confrontare la situazione economica delle famiglie che richiedono prestazioni sociali agevolate o tariffe determinate in base al reddito.

Chi deve rinnovare l’ISEE nel 2026?

Deve rinnovare l’ISEE chi intende richiedere o continuare a ricevere una prestazione per la quale è richiesta un’attestazione valida.

Il rinnovo può essere necessario, per esempio, per:

  • Assegno unico e universale;
  • bonus sociali sulle utenze;
  • Assegno di inclusione;
  • Supporto per la formazione e il lavoro;
  • riduzioni delle tasse universitarie;
  • borse di studio;
  • agevolazioni per mense e servizi scolastici;
  • contributi per l’affitto;
  • servizi socio-sanitari;
  • prestazioni per minorenni;
  • agevolazioni comunali o regionali.

Non esiste un obbligo generale di fare l’ISEE per tutte le famiglie. Diventa necessario quando si desidera accedere a una prestazione che utilizza l’indicatore per determinare il diritto o l’importo spettante.

Quando scade l’ISEE 2026?

L’ISEE ordinario ottenuto attraverso una DSU presentata nel 2026 scade il 31 dicembre 2026.

Questo significa che:

  • una DSU presentata a gennaio 2026 è valida fino al 31 dicembre 2026;
  • una DSU presentata a giugno 2026 è valida fino al 31 dicembre 2026;
  • una DSU presentata a novembre 2026 è comunque valida soltanto fino al 31 dicembre 2026.

Dal 1° gennaio 2027 sarà quindi necessario presentare una nuova DSU per ottenere l’ISEE relativo al nuovo anno.

Quando conviene rinnovare l’ISEE?

In molti casi conviene presentare la DSU nei primi mesi dell’anno, soprattutto quando l’ISEE è necessario per prestazioni continuative.

Rinnovarlo rapidamente permette di:

  • evitare ritardi nell’erogazione delle agevolazioni;
  • ottenere importi calcolati sulla situazione economica familiare;
  • presentare in tempo le domande per bonus e contributi;
  • verificare eventuali errori o difformità;
  • disporre dell’attestazione prima delle scadenze universitarie;
  • non concentrare la richiesta nei periodi di maggiore affluenza ai CAF.

Per alcune prestazioni, l’assenza di un ISEE aggiornato non determina necessariamente la perdita della domanda, ma può comportare il riconoscimento dell’importo minimo o la sospensione del beneficio fino alla regolarizzazione.

Per l’Assegno unico, per esempio, l’importo dipende dall’ISEE del nucleo familiare, anche se la prestazione può essere richiesta senza attestazione, ricevendo in tal caso l’importo minimo previsto.

Quali dati considera l’ISEE 2026?

L’ISEE 2026 utilizza generalmente:

  • la composizione del nucleo familiare esistente alla data di presentazione della DSU;
  • i redditi riferiti al secondo anno precedente;
  • i patrimoni mobiliari e immobiliari riferiti al 31 dicembre del secondo anno precedente.

Per la DSU presentata nel 2026, i dati economici riguardano quindi normalmente il 2024, mentre la composizione del nucleo è quella esistente nel momento in cui si presenta la dichiarazione.

Il nucleo familiare coincide generalmente con la famiglia anagrafica, ma sono previste diverse eccezioni, soprattutto per coniugi con residenze differenti, figli non conviventi, studenti universitari e genitori non coniugati.

Quali documenti servono per l’ISEE 2026?

La documentazione necessaria dipende dalla composizione della famiglia e dal tipo di ISEE richiesto.

È consigliabile raccogliere i documenti di tutti i componenti del nucleo familiare.

Documenti personali

Normalmente occorrono:

  • documento di identità del dichiarante;
  • codice fiscale o tessera sanitaria del dichiarante;
  • codici fiscali di tutti i componenti del nucleo;
  • eventuale permesso di soggiorno;
  • eventuale sentenza di separazione o divorzio;
  • certificazioni relative alla disabilità;
  • contratto di affitto registrato, se la famiglia vive in locazione;
  • ultima ricevuta del canone, quando richiesta.

Il dichiarante è la persona che sottoscrive la DSU e assume la responsabilità delle informazioni autodichiarate.

Documenti relativi ai redditi

Per l’ISEE 2026 possono essere necessari i documenti relativi ai redditi percepiti nel 2024, tra cui:

  • modello 730/2025;
  • modello Redditi Persone fisiche 2025;
  • Certificazioni Uniche 2025;
  • certificazioni relative a redditi esenti;
  • redditi prodotti all’estero;
  • assegni di mantenimento ricevuti o corrisposti;
  • compensi da lavoro autonomo;
  • redditi soggetti a imposta sostitutiva;
  • trattamenti assistenziali o previdenziali non acquisiti automaticamente.

Molte informazioni vengono reperite direttamente dagli archivi dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate, ma è comunque importante controllare che tutti i redditi siano correttamente rappresentati nella DSU.

Documenti relativi a conti correnti e patrimonio mobiliare

Per ciascun componente del nucleo familiare devono essere considerati i rapporti finanziari posseduti nel periodo di riferimento.

Possono essere necessari:

  • saldo del conto corrente al 31 dicembre 2024;
  • giacenza media annua del 2024;
  • saldo e giacenza di libretti di risparmio;
  • depositi bancari e postali;
  • carte prepagate dotate di IBAN;
  • conti deposito;
  • titoli, azioni e obbligazioni;
  • fondi comuni di investimento;
  • partecipazioni societarie;
  • polizze finanziarie;
  • patrimonio netto di imprese individuali;
  • rapporti finanziari detenuti all’estero;
  • criptovalute e altre attività finanziarie rilevanti.

Per ogni rapporto può essere richiesto il codice identificativo dell’intermediario e la data di apertura o chiusura, se il rapporto è iniziato o terminato durante l’anno.

Titoli di Stato e libretti postali

Ai fini dell’ISEE è prevista l’esclusione dal patrimonio mobiliare, fino a un massimo complessivo di 50.000 euro per nucleo familiare, di alcune attività, tra cui:

  • Buoni ordinari del Tesoro;
  • Buoni del Tesoro poliennali;
  • Certificati di credito del Tesoro;
  • buoni fruttiferi postali;
  • libretti di risparmio postale.

L’esclusione è applicata nel rispetto delle modalità previste dalle istruzioni della DSU. È comunque opportuno portare al CAF la documentazione completa, affinché i rapporti finanziari possano essere indicati e trattati correttamente.

Documenti relativi agli immobili

Per gli immobili posseduti al 31 dicembre 2024 possono essere richiesti:

  • visure catastali;
  • atti di acquisto;
  • rendite catastali;
  • valore delle aree edificabili;
  • quota di possesso;
  • valore degli immobili situati all’estero;
  • capitale residuo del mutuo al 31 dicembre 2024.

Devono essere indicati gli immobili posseduti da tutti i componenti del nucleo, anche quando non costituiscono l’abitazione principale.

Per gli immobili acquistati, venduti o ereditati durante l’anno è importante verificare la situazione esistente alla data di riferimento.

Veicoli e imbarcazioni

Nella DSU devono essere indicati anche alcuni beni registrati posseduti alla data di presentazione, come:

  • autoveicoli;
  • motoveicoli con cilindrata superiore a 500 cc;
  • navi;
  • imbarcazioni da diporto.

Per questi beni è utile avere a disposizione la targa o gli estremi di registrazione.

Cos’è l’ISEE ordinario?

L’ISEE ordinario è utilizzabile per la maggior parte delle prestazioni sociali agevolate.

Può servire, per esempio, per:

  • bonus e contributi;
  • agevolazioni comunali;
  • tariffe scolastiche;
  • servizi per l’infanzia;
  • prestazioni familiari;
  • alcune prestazioni assistenziali;
  • riduzioni basate sulla situazione economica.

Quando una prestazione non richiede una tipologia specifica di indicatore, viene normalmente utilizzato l’ISEE ordinario.

Cos’è l’ISEE universitario?

L’ISEE universitario, indicato anche come ISEE per prestazioni agevolate per il diritto allo studio universitario, viene utilizzato dagli studenti che richiedono:

  • riduzioni delle tasse universitarie;
  • borse di studio;
  • mense universitarie;
  • alloggi;
  • contributi legati al diritto allo studio;
  • altre agevolazioni previste dall’ateneo.

Il calcolo può coincidere con quello dell’ISEE ordinario, ma non sempre.

La principale differenza riguarda la composizione del nucleo familiare dello studente.

Quando lo studente è considerato autonomo?

Ai fini dell’ISEE universitario, non è sufficiente avere una residenza anagrafica diversa da quella dei genitori per essere automaticamente considerati indipendenti.

Lo studente deve rispettare specifici requisiti relativi:

  • alla residenza fuori dall’abitazione della famiglia di origine;
  • alla durata di tale residenza;
  • all’adeguatezza del reddito personale;
  • all’origine dell’alloggio;
  • alle condizioni stabilite dalla normativa sul diritto allo studio.

Quando i requisiti di autonomia non sono soddisfatti, lo studente viene normalmente attratto nel nucleo familiare dei genitori ai fini universitari, anche se vive altrove.

Per questo motivo l’ISEE universitario deve essere valutato con particolare attenzione nei casi di:

  • studente fuori sede;
  • genitori separati o divorziati;
  • genitori non coniugati;
  • studente con residenza diversa;
  • studente lavoratore;
  • studente coniugato;
  • presenza di fratelli o sorelle appartenenti a nuclei differenti.

ISEE ordinario e universitario: quali differenze?

La differenza principale non riguarda necessariamente i redditi o il patrimonio utilizzati, ma il nucleo familiare considerato per la prestazione.

L’ISEE ordinario si basa generalmente sul nucleo familiare anagrafico.

L’ISEE universitario può invece includere i genitori dello studente quando quest’ultimo non possiede i requisiti per essere considerato autonomo.

Di conseguenza, uno studente può avere:

  • un ISEE ordinario calcolato sul proprio nucleo anagrafico;
  • un ISEE universitario che considera anche la situazione economica dei genitori.

È quindi importante specificare al CAF che l’attestazione serve per l’università.

Quando richiedere l’ISEE universitario?

Conviene richiederlo con anticipo rispetto alle scadenze stabilite dall’ateneo o dall’ente per il diritto allo studio.

Ogni università può prevedere:

  • una data entro la quale ottenere l’attestazione;
  • una procedura di autorizzazione all’acquisizione dei dati INPS;
  • scadenze differenti per tasse, borse di studio e alloggi;
  • sanzioni o contributi aggiuntivi per l’acquisizione tardiva;
  • modalità particolari per studenti stranieri o con redditi all’estero.

Non bisogna quindi attendere l’ultima data disponibile.

Dopo aver ottenuto l’attestazione, lo studente deve verificare anche gli eventuali adempimenti richiesti dal portale universitario.

Che cos’è l’ISEE corrente?

L’ISEE corrente consente di aggiornare la situazione economica quando l’ISEE ordinario non rappresenta più adeguatamente la condizione attuale della famiglia.

Può essere utilizzato, in presenza dei requisiti previsti, quando si verificano variazioni significative come:

  • perdita del lavoro;
  • sospensione o riduzione dell’attività lavorativa;
  • interruzione di trattamenti;
  • diminuzione rilevante del reddito;
  • variazione significativa del patrimonio.

Dal 1° gennaio al 31 marzo è possibile aggiornare con l’ISEE corrente la componente reddituale. Dal 1° aprile è possibile aggiornare anche la situazione patrimoniale riferendola al 31 dicembre dell’anno precedente.

Quanto dura l’ISEE corrente?

La validità dipende dai dati aggiornati.

Quando vengono aggiornati soltanto i redditi, l’ISEE corrente ha generalmente validità di sei mesi.

Se cambiano la situazione lavorativa o i trattamenti ricevuti, può essere necessario aggiornarlo entro due mesi.

Quando vengono aggiornati i patrimoni, da soli o insieme ai redditi, l’attestazione è generalmente valida fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione, fermo restando l’obbligo di aggiornamento in presenza di determinate variazioni.

Le novità ISEE del 2026

Nel 2026 sono state introdotte modifiche che possono produrre un indicatore più favorevole per alcune prestazioni familiari e di inclusione sociale.

Tra le novità figura l’aumento della franchigia relativa all’abitazione principale e l’introduzione di maggiorazioni legate alla presenza di figli nel nucleo.

Per specifiche prestazioni familiari e di inclusione, la soglia di esclusione dell’abitazione principale è stata elevata a 91.500 euro, aumentata a 120.000 euro per i nuclei residenti nei Comuni capoluogo delle città metropolitane. È inoltre previsto un incremento per i figli conviventi successivi al primo.

L’INPS ha inoltre aggiornato le attestazioni relative alle DSU presentate dal 1° gennaio 2026 sulla base del nuovo modello.

Cosa succede se l’ISEE contiene omissioni o difformità?

L’attestazione può segnalare omissioni o difformità quando i dati dichiarati non coincidono con quelli presenti negli archivi dell’Amministrazione finanziaria o dell’INPS.

Il problema può riguardare, per esempio:

  • conti correnti non dichiarati;
  • giacenze errate;
  • rapporti finanziari mancanti;
  • redditi non indicati;
  • patrimonio non correttamente riportato.

In questi casi può essere necessario:

  • presentare una nuova DSU corretta;
  • produrre la documentazione che dimostra la correttezza dei dati;
  • verificare con l’ente che eroga la prestazione come regolarizzare la posizione.

Una nuova DSU deve contenere le informazioni precedentemente omesse o indicate in modo scorretto.

È possibile fare l’ISEE online?

La DSU può essere presentata attraverso il Portale unico ISEE dell’INPS utilizzando le credenziali personali.

È disponibile anche la DSU precompilata, nella quale una parte dei dati viene acquisita dagli archivi pubblici.

Per accedere possono essere utilizzate le credenziali ammesse, come:

  • SPID;
  • Carta d’identità elettronica;
  • Carta nazionale dei servizi.

In alternativa, è possibile rivolgersi a un CAF, che assiste nella compilazione, verifica la completezza della DSU, la trasmette all’INPS e consegna l’attestazione elaborata dall’Istituto.

Errori da evitare nella richiesta dell’ISEE

Tra gli errori più frequenti troviamo:

  • utilizzare i saldi dell’anno sbagliato;
  • dimenticare la giacenza media;
  • omettere conti correnti chiusi durante l’anno;
  • non indicare rapporti finanziari detenuti all’estero;
  • dimenticare immobili o quote di proprietà;
  • non comunicare il capitale residuo del mutuo;
  • considerare un figlio universitario automaticamente autonomo;
  • presentare un ISEE ordinario quando serve quello universitario;
  • attendere la scadenza del bando per richiedere l’attestazione;
  • non controllare la presenza di omissioni o difformità.

Checklist dei documenti per l’ISEE 2026

Prima dell’appuntamento verifica di avere:

  1. Documento d’identità del dichiarante.
  2. Codici fiscali di tutti i componenti.
  3. Stato di famiglia aggiornato o informazioni sul nucleo.
  4. Contratto di affitto registrato.
  5. Dichiarazioni dei redditi e Certificazioni Uniche.
  6. Saldo e giacenza media dei conti nel 2024.
  7. Documentazione di depositi, titoli e altri investimenti.
  8. Visure o dati catastali degli immobili.
  9. Capitale residuo dei mutui.
  10. Dati di veicoli e imbarcazioni.
  11. Certificazioni di disabilità.
  12. Documentazione relativa a separazione o mantenimento.
  13. Informazioni sui genitori, quando serve l’ISEE universitario.
  14. Documenti su redditi, conti o immobili esteri.
  15. Attestazione ISEE precedente, se disponibile.

Assistenza ISEE 2026 a Roma

Il servizio CAF della Tipografia Giannotti, in zona Flaminio a Roma, offre assistenza per la compilazione e la trasmissione della DSU.

È possibile richiedere supporto per:

  • ISEE ordinario;
  • ISEE universitario;
  • ISEE per minorenni;
  • ISEE socio-sanitario;
  • ISEE corrente;
  • controllo della documentazione;
  • verifica di omissioni o difformità.

Tipografia Giannotti – CAF e Patronato
Via Cesare Beccaria 9d, 00196 Roma
Telefono: 06 3226316
Urgenze: 329 3819399
Email: copisteriagiannotti@gmail.com

Preparare in anticipo tutti i documenti permette di velocizzare la compilazione e ridurre il rischio di dover presentare una nuova DSU.

Domande frequenti sull’ISEE 2026

Quando scade l’ISEE 2026?

L’ISEE ottenuto con una DSU presentata nel 2026 è valido fino al 31 dicembre 2026.

Devo rinnovarlo anche se la mia situazione non è cambiata?

Sì, quando serve per continuare a beneficiare di una prestazione nel 2026. L’attestazione dell’anno precedente non rimane valida oltre il 31 dicembre.

Quali redditi vengono utilizzati?

Per l’ISEE ordinario 2026 vengono normalmente considerati i redditi del 2024.

Quale patrimonio viene utilizzato?

Viene generalmente considerato il patrimonio posseduto al 31 dicembre 2024.

ISEE ordinario e universitario sono uguali?

Non sempre. L’ISEE universitario applica regole specifiche per individuare il nucleo dello studente e può includere i genitori anche quando lo studente ha una residenza diversa.

Basta cambiare residenza per essere uno studente autonomo?

No. Per essere considerato autonomo ai fini universitari devono essere rispettati specifici requisiti di residenza e adeguata capacità reddituale.

Serve indicare i conti correnti chiusi?

Sì, se il conto è stato posseduto durante l’anno di riferimento. Possono essere richiesti saldo, giacenza media e date di apertura o chiusura.

Posso aggiornare l’ISEE se perdo il lavoro?

In presenza dei requisiti previsti è possibile richiedere l’ISEE corrente, che aggiorna la situazione reddituale e, dal 1° aprile, anche quella patrimoniale.

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